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Fabio Fognini, genio e sregolatezza

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Fabio Fognini, genio e sregolatezza

 

Fabio Fognini, sanremese classe 1987, è generalmente riconosciuto come uno dei migliori tennisti italiani della storia. Mentre nei primi anni della sua carriera, il suo carattere particolare e la sua fragilità mentale ne avevano fortemente condizionato il rendimento ed i risultati, nelle ultime stagioni Fabio è riuscito a limare questo lato oscuro del suo carattere ed i successi non sono tardati ad arrivare. Tennista completo, capace di giocare ad altissimi livelli su qualsiasi superficie, Fognini sta alzando sempre di più il livello del proprio gioco, attestandosi stabilmente tra i migliori 15 tennisti al mondo e lasciando intendere di avere tutte le qualità per risiedere stabilmente nella TOP 10 della classifica ATP.


 

Un talento unico

 

Dal punto di vista tecnico, Fabio Fognini è inferiore a pochissimi altri giocatori al mondo. Se è vero che nel corso degli ultimi anni solo Federer, Nadal e Djokovic hanno dimostrato di essere superiori al sanremese, è però altrettanto vero che sino a qualche mese fa Fabio non era quasi mai riuscito ad esprimersi sui livelli che gli competono. Dotato di un buon servizio, di una sensibilità di polso fuori dal comune ed in grado di mettere a segno vincenti a ripetizione sia di diritto che di rovescio, come raccontato anche da UbiTennis, Fognini rappresenta ciò che di meglio il nostro tennis sia riuscito a produrre negli ultimi 30 anni. Nonostante la terra resti la sua superficie preferita, Fabio sta riuscendo a migliorare di stagione in stagione anche sul cemento e sull’erba e non è un caso che secondo Betfair è tra i principali indiziati per la vittoria del prossimo torneo di Wimbledon. I favoriti indiscussi della vigilia restano, come sempre da 10 anni a questa parte, Federer, Djokovic e Nadal ma la sensazione è che in questo momento Fognini sia uno dei pochi in grado di avvicinarsi al loro livello.

 

Il definitivo salto di qualità

 

Dal punto di vista meramente tecnico e qualitativo, nessuno ha mai osato mettere in discussione Fognini, né obiettivamente avrebbe potuto farlo. Ciò che ha sempre impedito al sanremese di attestarsi nell’élite del tennis mondiale è stato il suo carattere fumantino. In più di un’occasione, dopo aver dominato in lungo e in largo gli incontri, Fabio è uscito mentalmente dal campo. Un colpo fortunato dell’avversario, una chiamata dubbia dell’arbitro o un suo errore gratuito, erano tutti pretesti per iniziare una lotta contro il mondo. Subito dopo il suo matrimonio con Flavia Pennetta e la nascita del suo primogenito, tuttavia, Fognini ha iniziato a palesare una tranquillità, una maturità ed una consapevolezza nei propri mezzi mai mostrate in precedenza e nel giro di pochissimo tempo sono iniziati ad arrivare anche i risultati. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello che l’ha visto trionfare all’ATP 1000 di Montecarlo. Un successo storico, il primo di un italiano in un Masters 1000 nell’era Open, che ha permesso a Fabio di portarsi a ridosso della TOP 10 e che ha fatto comprendere a Fognini stesso che, quando vuole, è uno dei giocatori più forti del circuito.

 

Da appassionati di questo splendido sport non possiamo fare che augurare il meglio ad uno dei talenti più puri che il nostro paese abbia mai generato. Fabio, in questi anni, ha dimostrato di essere un potenziale TOP 5 del mondo ed è giunto il momento di mettere in mostra tutto il suo talento.

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