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Apre a Napoli, la Ice Art Gallery

La storia della specie umana raccontata da sculture di ghiaccio. Non è fantascienza. Ma la prossima mostra dell´Ice Art Gallery (via Denza, 6; aperto dal martedì al venerdì, dalle 18 all´una; il sabato dalle 16 all´una e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24; tel 081 5537 119), il primo museo del ghiaccio permanente, che vive di notte come lounge – bar. Nato nel cuore di Napoli, in una traversa del corso Umberto, il locale inaugura alle 18, un percorso espositivo che riproduce delle statue a grandezza d´uomo ispirato alla storia dell´evoluzione umana.
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Nell´igloo al centro storico la prima scultura che si incontra è una nave spaziale con statue di alieni che introducono al piano inferiore. Un viaggio nel tempo che continua in una caverna preistorica, con uomini primitivi fino all´antica civiltà Maya, passando sotto una ricostruzione della muraglia cinese. L´itinerario sotto zero si conclude, con gli animali marini, le tartarughe e i delfini, scolpiti nell´acqua, immutati nel tempo come nell´era glaciale; in un particolare ambiente regolato termicamente a meno sei gradi, che Amelio Mazzella di Regnella, ideatore di questo originale locale e scultore delle opere esposte, ha studiato per condurre il visitatore, munito di poncho e guanti, in una dimensione surreale e futuribile.
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L´atmosfera ‘cool´ (termine inglese che traduce letteralmente la parola ‘glaciale´, ma che ha il significato esteso di qualcosa estremamente alla moda o divertente) è il risultato di una pratica di artigianato che Mazzella ha intrapreso da autodidatta, dopo un viaggio negli Stati Uniti d´America, tredici anni fa che gli ha aperto la strada a sei campionati nazionali di ghiaccio scolpito, a vincere la serie nella sezione nazionale Olimpiadi del Ghiaccio, nel 2002, a rappresentare l´Europa alle Olimpiadi del Ghiaccio al Polo Nord e ad organizzare, tramite l´associazione italiana scultori del ghiaccio, di cui è presidente, la sessione del concorso di scultura abbinato alle Olimpiadi invernali 2006 a Torino.

Mazzella ha pochi concorrenti qui in Italia, «anche perché questa lavorazione del ghiaccio – spiega l´artista – è molto complessa: un misto tra incisione su legno e scultura del marmo. L´intaglio del ghiaccio avviene su blocchi compatti, che pesano circa 60 o 70 tonnellate, rigorosamente provenienti dalle Acque del fiume Serino». Nel suo laboratorio a Bacoli, lo scultore ha realizzato ogni pezzo esposto in mostra che «è soprattutto un invito alla collaborazione con altri scultori del ghiaccio – continua Amelio Mazzella – ma anche con altre tipologie e forme di arte».

fonte larepubblica.it

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