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Reggia di Caserta: Luci, misteri, storie nei giardini del Re

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reggia-di-casertaIl primo privilegio sarà passeggiare sulla grande strada-fiume che taglia in due il parco. Al lume delle fiaccole, sul sottofondo il fragore delle acque che sgorgano vigorose dall´Acquedotto Carolino e che precipitano con un salto di settanta metri nella grande fontana di Diana e Atteone. È qui che comincia l´immersione in quelle che Luigi Vanvitelli chiamava le “favole”, in realtà miti in qualche caso feroci. Poi le proiezioni di luce e le sonorità settecentesche faranno la loro parte, regalando una prospettiva irreale del parco di uno dei palazzi più maestosi d´Italia. [ad#ad-1]

Sabato comincia l´itinerario più fiabesco mai pensato per la Reggia di Caserta, piccola Versailles della Campania. Luci basse, fiaccole, musiche d´epoca, scene teatrali, videoproiezioni: poco meno di due ore per raccontare qualche brano della monumentale storia racchiusa in un edificio che di leggende ne contiene a migliaia.
Per questa edizione domineranno i misteri mai svelati e i risvolti esoterici del giardino inglese, “capriccio” regale di Maria Carolina. Ventitrè ettari di boschetti, praterie, serre di piante esotiche e rare, canali, laghetti, finte rovine pompeiane, criptoportico con statue provenienti da Pompei e dalla Collezione Farnese. [ad#ad-1]

Il monumentale giardino, realizzato alla fine del Settecento, fu opera del giardiniere inglese John Andrew Graefer e dell´architetto Carlo Vanvitelli, che costruirono l´intero parco circostante la reggia e il giardino all´italiana. Il giardino voluto da Maria Carolina, però, fu costruito proprio vicino alla grande cascata, dove il terreno si prestava ai disegni più bizzarri e alla coltivazione delle specie più esotiche.
La passeggiata comincia lungo il viale centrale del Parco, verso la Fontana di Venere e Adone e poi continua fino al celebre Bagno di Diana. [ad#ad-1]È qui che le “favole” si animano e la monumentale costruzione diventa palcoscenico per la messa in scena di un dramma, narrato da Ovidio nelle sue “Metamorfosi” e raccontato migliaia di volte nell´antichità. In mezzo alle cascate Diana si bagna assieme alle ninfe, il cacciatore Atteone la sorprende e lei lo trasforma in cervo con uno schizzo d´acqua. Vendetta crudele consumata sotto gli occhi dell´impassibile Diana, che lo farà finire sbranato dai suoi stessi 50 cani, fedeli compagni di caccia, colpevoli di non aver riconosciuto che sotto le spoglie dell´animale si nascondeva l´amato padrone.

Si prosegue verso il bagno di Venere e poi al laghetto artificiale “peschiera grande”, dove Carlo III di Napoli simulava battaglie navali con una piccola flotta costruita apposta.
Si passa accanto alla fontana di Eolo, ampia esedra che ospita tante caverne quante sono, nella mitologia classica, le dimore dei venti qui rappresentati da diversi zefiri in marmo. Anche qui la scena narra una storia: Giunone che prega Eolo di scatenare una terribile tempesta contro le navi troiane di Enea, per impedirgli di raggiungere i lidi italici. Le luci di un grande pallone a elio accompagneranno i visitatori verso la fine del percorso, tra alberi secolari e percorsi tortuosi. Dopo quattro anni, i “Percorsi di luce” nella Reggia di Caserta propongono una estensione del percorso che si addentrerà nel Giardino Inglese, giungendo fino alla piccola chiesa gotica che si trova sul limitare della radura boscosa. Motivo portante dello spettacolo, il “destino” che – raffigurato nelle storie arcaiche dei gruppi scultorei – giunge dalle vite degli dei fino alle esistenze odierne.

fonte: la repubblica.it

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