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Movimento neoborbonico contro editore Laterza

NAPOLI – «Basta borboneggiare», ha affermato il presidente della commissione nazionale cultura di Confindustria, Alessandro Laterza, redarguendo il leader degli industriali partenopei, Paolo Graziano, il quale, nella sua relazione all’assemblea degli imprenditori napoletani, aveva fatto riferimento ai trascorsi fasti borbonici della città per comparare quell’età alla scoraggiante fase attuale.
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Ma il pensiero di Laterza ha generato irritazione, tanto che il Movimento Neoborbonico ha invitato i suoi seguaci addirittura al boicottaggio dei libri della storica e prestigiosa casa editrice barese. Insomma, quasi una fatwa, quella comminata dai neoborbonici.

«Il patron della casa editrice Laterza di Bari – scrivono in un comunicato – ha sostenuto alcune tesi in una sua intervista in risposta alle tesi anti-garibaldine di De Laurentiis che, da imprenditore e appassionato di storia napoletana, si è liberato dei complessi di inferiorità e dei falsi miti che ci accompagnano da 150 anni dimostrando, con orgoglio e capacità, che anche a Napoli si può essere vincenti (l’unica cosa che funziona a Napoli è il Napoli). Se Laterza, però, sostiene che Napoli ‘‘deve smetterla di sognare di diventare capitale di un regno che non c’è più’’, che la ‘‘nostalgia borbonica non serve a disegnare il futuro (e Benedetto Croce non l’avrebbe tollerato)’’, che tutti questi sentimenti ‘‘sono solo partenopei e neanche campani’’, che ‘‘il Sud ricco e felice espropriato da un Nord rapace e feroce è solo un luogo comune’’, che la ‘‘Napoli-Portici era solo un giocattolo per portare il re al mare’’ ed è colpa del Sud ‘‘se non è riuscito a tenere il passo’’». Una volta esposti i punti salienti dell’intervista di Laterza al Corriere del Mezzogiorno, ecco il ‘‘dispositivo’’ della sentenza:

«Non condividendo nessuna di queste tesi, suggeriamo a tutti gli amici neoborbonici (e soprattutto ai tanti docenti presenti tra noi) di non comprare più libri della casa editrice Laterza». Inoltre, i neoborbonici sostengono che «il vecchio editore di Croce, evidentemente, non ha saputo ancora che da allora in poi studi e ricerche sono andati avanti senza nostalgie ma con dati e documenti che dimostrano l’esatto contrario di quanto affermato nella sua intervista al Corriere del Mezzogiorno». Il Movimento Neoborbonico, inoltre, invierà a tutti gli industriali campani una copia di «Malaunità. 150 anni portati male», il libro-dossier che raccoglie gli scritti inediti degli autori più rappresentativi e artefici della ricostruzione della verità storica negli ultimi anni (Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Lino Patruno, Ruggero Guarini, Jean Noel Schifano). Dunque, il dissenso storiografico e culturale sancito dal boicottaggio commerciale. E a nulla vale il fatto che nel mirino finisca una casa editrice così importante per il Mezzogiorno d’Italia. Anche Michele Siano, lettore del Corriere del Mezzogiorno, in una sua e-mail stigmatizza le dichiarazioni di Alessandro Laterza. «Sfugge a questo illustre intellettuale – scrive Siano – che la cultura meridionale non sogna un’impossibile e anti-storico ritorno al passato. Non è revanscismo, sudismo, nostalgismo o terronismo. È invece desiderio di conoscere il passato per preparare il futuro».

Angelo Agrippa

fonte: corriere del mezzogiorno

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