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Concerto dei Duran Duran a Napoli il 22 luglio 2008

Concerto dei Duran Duran a Napoli il 22 luglio 2008

Data: 22 luglio 2008

Dove: Napoli – Arena Flegrea
Ore: 21.30

Emersi dalla wave post-punk britannica, i Duran Duran l’hanno rivisitata in modo più soft e hanno aggiunto il funk degli Chic per dare vita a una formula esplosiva, che li ha visti dominare le classifiche della prima metà anni ’80.
Le origini di questo fenomeno risalgono al 1978, quando i compagni di scuola Nick Rhodes (tastiere) e John Taylor (chitarra) mettono su una band insieme a Simon Colley (basso, clarinetto) e Stephen Duffy (vocal). Ispirandosi a un personaggio del film cult anni ’60 “Barbarella”, di Roger Vadim, si battezzano Duran Duran e iniziano a suonare concerti nel club di Birmingham che si chiama – manco a farlo apposta – Barbarella, utilizzando una drum-machine.
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Nell’arco di un anno sia Duffy che Colley lasciano la formazione e vengono sostituiti dal vocalist Andy Wickett e dal batterista Roger Taylor. Dopo aver inciso un demo, John si dà al basso per lasciare il posto al nuovo chitarrista John Curtis (il quale avrebbe abbandonato dopo pochi mesi). Grazie a un annuncio sulla rivista Melody Maker, trovano il chitarrista ‘definitivo’ in Andy Taylor, ma hanno ancora bisogno di un vocalist: Wickett se ne va nel 1979 e – dopo una lunga ricerca – viene rimpiazzato dall’ex-frontman della punkband Dog Days, Simon LeBon.
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Alla fine del 1980 i cinque sono già molto popolari all’interno dell’emergente movimento britannico New Romantic, del quale diventano re indiscussi nella primavera 1981, all’indomani della pubblicazione del loro primo singolo per la EMI Records, “Planet Earth”. I media britannici cominciano a parlare di “pop sensation”, opinione rafforzata da un’immagine del gruppo che si afferma attraverso video hot come quello di “Girls On Films” che porta l’album di debutto “Duran Duran” direttamente alla nr. 3 delle chart UK e lo fa soggiornare in classifica per 118 settimane consecutive.
Nel 1982 Simon e soci pubblicano “Rio” che, grazie a hit come “Hungry Like The Wolf”, “Save A Prayer” e la title-track , debutta alla nr. 2. Ma se l’Europa è in delirio per i Duran (Lady Diana addirittura li definisce la sua band preferita), non lo stesso si può dire degli States, dove viene pubblicato proprio in questo periodo un EP di remix, “Carnival”. Comunque la conquista dei territori d’Oltreoceano non tarda a venire, grazie all’appoggio incondizionato di MTV che rimane folgorata dai videoclip della band. Il superstardom arriva anche in America, dunque, dove “Rio” entra in Top 10 nel 1983 vendendo più di due milioni di copie.
La conferma del nuovo status di divinità pop è “Seven And The Ragged Tiger” uscito nel Natale 1983: si aggiudica la vetta della classifica degli album UK e la nr. 8 in Usa, generando singoli ‘spacca-botteghino’ come “Union Of The Snake” e “The Rephlex”.
Dopo tanti successi e un tour durato un anno e mezzo, la band nella primavera 1984 decide di prendere una lunga pausa. A novembre riemergono con il singolo “Wild Boys” – prodotto da Nile Rodgers degli Chic – nr. 1 in UK e Usa, poi incluso nell’album live “Arena” che appare a fine anno (in contemporanea con la loro partecipazione al charity single dei Band Aid di Bono e Bob Geldof, “Do They Know It’s Christmas”).
Il 1985 vede la febbre da duranmania scendere un po’ e “A View To A Kill”, incisa per “007: Bersaglio Mobile”, sarebbe diventata il ‘canto del cigno’ della line-up originaria. A seguito di quell’esperienza infatti, i membri della band decidono di esplorare progetti paralleli: Andy e John si uniscono a Robert Palmer e al batterista degli Chic, Tony Thompson, per formare i Power Station. Nick Rhodes, Roger Taylor e Simon LeBon danno vita agli Arcadia, un esperimento dark, che nell’autunno 1985 sforna “So Red The Rose”.
A inizio ’86 Roger annuncia di volersi prendere un anno sabbatico, che poi si trasforma in un’eternità. Andy segue il suo esempio e lascia i Duran in tre. A colmare in qualche modo il posto dei ‘dispersi’ arriva Warren Cuccurullo (ex-chitarrista di Frank Zappa) e presto viene dato alle stampe l’LP “Notorious”, il primo di materiale inedito a distanza di tre anni. Nonostante raggiunga lo status di platino in Usa e trovi una hit con la title-track, il disco non è paragonabile quanto ad accoglienza del pubblico ai suoi predecessori: la popolarità della band sembra ormai destinata a decadere. Nel 1988 esce l’album “Big Thing” mentre l’anno successivo è la volta del greatest hits “Decade” seguito da “Liberty”, unico disco dei Duran a non raggiungere vendite d’oro.
Nel 1993 il silenzio viene rotto da “Duran Duran (The Wedding Album)”, un lavoro che si dimostra sorprendentemente maturo e pieno di soul e funk: hit come “Ordinary World” e “Come Undone” fanno ritornare la febbre duraniana e scatenano anche alcune delle recensioni più positive che la band abbiano mai ricevuto. Tanto splendore trova il suo follow-up in “Thank You”, una collezione di cover che, nonostante un’accoglienza freddina da parte della critica, riesce ad entrare fra i dischi d’oro americani del 1995.
Altri guai all’orizzonte nel 1996, quando John decide di abbandonare definitivamente la band per perseguire una carriera solista, lasciando dietro di sé LeBon, Rhodes e Cuccurullo a terminare i lavori di “Medazzaland”. Il disco, del 1997, è un fallimento e porta alla rottura con la EMI Records. Le sorti del gruppo sembrano non trovare sollievo neppure nel successivo “Pop Trash”, del 2000 (Edel). La fine definitiva sembra essere vicina quando, l’anno dopo, Cuccurullo decide di ritornare con i Missing Persons.
A inizio 2003 tornano a far parlare di sé in tre occasioni: la prima – e la più attesa – è quella che vede riunire la line-up originario di Simon, Nick, Andy, Roger e John per un nuovo LP che si dice debba vedere la luce entro fine anno. L’altra è la partecipazione di Nick Rhodes ai lavori di produzione del quarto album dei bohemian di Portland Dandy Warhols, “Welcome To The Monkey House” (in cui compare anche Simon LeBon come guest vocalist). Quindi la decisione da parte della EMI di dare alle stampe un super-cofanetto contenente tutti i singoli che la formazione ‘storica’ ha realizzato tra l’81 e l’85. A settembre 2004, i Duran Duran tornano con il singolo “(Reach Up For The) Sunrise” e a ottobre arriva sugli scaffali dei negozi “Astronaut”, il primo album registrato con la line up originale a 21 anni di distanza dall’ultimo. Una sola settimana e il disco è già nei primi posti delle chart, con i Duran Duran al centro di una massiccia campagna promozionale.
L’anno successivo la band è in tour mondiale ma, tornata in Inghilterra, si mette subito al lavoro sul nuovo disco. Tutto sembra andare alla perfezione ma Andy Taylor decide di abbandonare nuovamente la band.
Nonostante tutto i concerti e i lavori per il nuovo disco procedono e all’inizio del 2007 è tutto pronto: “Red Carpet Massacre” esce a novembre del 2007 e la band è di nuovo in pista, pronta a dare l’assalto alle classifiche pop.

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