Piattaforme collaborative: il futuro dell’apprendimento

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    Al giorno d’oggi sono davvero tanti gli strumenti che ci permettono di godere di un’istruzione più interattiva e coinvolgente, ed è molto importante che tali strumenti stiano conoscendo una diffusione sempre più capillare, a partire dalle università per andare poi a toccare l’importantissimo aspetto delle scuole primarie. Parliamo delle cosiddette piattaforme collaborative: sistemi di apprendimento collettivo che si svolgono attraverso il digitale ed il web, e che ci consentono di approcciare lo studio con rinnovato entusiasmo. Vediamo insieme quali di queste piattaforme collaborative è destinata a rappresentare il futuro dell’apprendimento.

    Università e piattaforme di e-learning

    Parliamo di una delle maggiori rivoluzioni in campo didattico ed universitario, che permette agli studenti di accedere all’istruzione attraverso un tool informatico molto evoluto ma particolarmente agile da usare. Le piattaforme di e-learning sono dei luoghi virtuali all’interno dei quali vengono tenuti dei corsi online, e forniti una serie di materiali e strumenti didattici liberamente utilizzabili dagli studenti. Per fare un esempio, l’università privata di Napoli Niccolò Cusano utilizza già da svariati anni questa tecnologia di apprendimento: infatti, oltre alle canoniche lezioni che è possibile seguire presso i poli didattici, gli studenti possono prepararsi per gli esami seguendo i corsi online dal proprio pc, e agli orari più comodi. Le lezioni, infatti, sono accessibili in qualsiasi momento, dato che i video restano sulla piattaforma di e-learning 24 ore su 24.

    Le piattaforme collaborative: Google Classroom e WeSchool

    Il web è comunque pieno di altri esempi eccellenti di piattaforme digitali mirate alla didattica, come ad esempio Google Classroom: una piattaforma collaborativa gratuita sviluppata dal colosso di Mountain View, che permette agli insegnanti di organizzare delle vere e proprie lezioni interattive di gruppo all’interno di una classe virtuale, sfruttando una serie di strumenti digitali molto interessanti. Infine WeSchool, un progetto tutto italiano nato sulla falsariga di Google Classroom, ma ottimizzato per coinvolgere anche l’utilizzo di piattaforme come Google Documents e YouTube: l’ideale per creare una lezione realmente interattiva e stuzzicante per gli alunni.

    Facebook per imparare? Funziona!

    Avete presente quando vi dicono di scollarvi da Facebook, per non farvi distrarre durante lo studio o le lezioni universitarie? Al contrario, se usato sapientemente, Facebook può diventare anche una piattaforma collaborativa molto efficace. Per quali motivi? È interattivo, permette di creare pagine pubbliche o private, e tutti noi abbiamo un profilo già registrato su Facebook. Come utilizzarlo per fini didattici? Si può ad esempio creare una pagina privata per condividere file, appunti e dispense, oppure può essere utilizzato dai professori per tenere delle lezioni di chiarimento attraverso i live video. Voi che ne pensate?

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